Alfano: "Il Pd voti contro la decadenza di Berlusconi"

"Noi chiediamo molto chiaramente che il Pd rifletta astraendosi dalla storica inimicizia degli ultimi vent'anni e rifletta sull'opportunità di votare no alla decadenza di Silvio Berlusconi". E' quanto ha affermato il ministro degli Interni, Angelino Alfano, al suo ingresso al Meeting di Comunione e Liberazione. "Dico con chiarezza che il Pdl non chiede al Pd un gesto e un voto a favore del presidente Berlusconi, ma chiede con altrettanta forza di non dare un voto contra personam", ha proseguito Alfano.
4 AGO 20
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"Noi chiediamo molto chiaramente che il Pd rifletta astraendosi dalla storica inimicizia degli ultimi vent'anni e rifletta sull'opportunità di votare no alla decadenza di Silvio Berlusconi". E' quanto ha affermato il ministro degli Interni, Angelino Alfano, al suo ingresso al Meeting di Comunione e Liberazione. "Dico con chiarezza che il Pdl non chiede al Pd un gesto e un voto a favore del presidente Berlusconi, ma chiede con altrettanta forza di non dare un voto contra personam", ha proseguito Alfano. Il segretario del Pdl ha poi anticipato alla stampa che vedrà il Cav. nel pomeriggio.
Le parole del ministro del Pdl sono arrivate a poche ore dall'anticipazione di un'intervista rilasciata al periodico Tempi da parte del leader del partito Silvio Belrusconi. Il Cav., rompendo un silenzio che durava ormai da giorni, sulle sue vicende giudiziarie e sulla stabilità del governo Letta ha dichiarato: "Diranno che è colpa mia se i ministri del Popolo della libertà valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l'altro a mare, di chi e' la colpa se poi la barca sbanda?". Silvio Berlusconi torna poi a ribadire che la condanna che ha subito è "infondata" ma aggiunge che ora è possibile trovare una via d'uscita. "La Costituzione della Repubblica e il buon senso offrono molte strade. Se avessi voglia di sorridere, potrei dirle che 'non possono non saperlo': vale per tutti gli attori politici e istituzionali", ha detto nell'intervista a Tempi. "Sono stati aggrediti alcuni principi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore – ha proseguito il Cav. – a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano,il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo". Poi Berlusconi è tornato a parlare della magistratura e del suo ruolo: "Siamo all'epilogo di quella guerra dei vent'anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l'ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere".
Intanto questa mattina il premier Enrico Letta, recandosi al Quirinale, ha riferito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del colloquio avuto ieri con Angelino Alfano. A quanto riferito da ambienti del Colle, nel corso dell'incontro si sarebbe discusso anche delle prospettive della situazione di governo e della situazione politica.
L'ACCUSA DELL'ANM - ''Un vero e proprio linciaggio mediatico'' che ha ''l'evidente finalità di sminuire gli effetti di una sentenza definitiva''. E' quanto denunciano in una nota i vertici dell'Associazione nazionale magistrati a proposito del ''susseguirsi di articoli di stampa e di servizi televisivi contenenti gravi offese a singoli magistrati e inaccettabili attacchi all'intero ordine giudiziario'', seguiti al pronunciamento della Corte di Cassazione che ha definitivamente condannato l'ex premier Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset.